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Incontri esperienziali e formativi 2018

MEDIAZIONE UMANISTICA CON LE COSTELLAZIONI

La centratura necessaria per riconoscere le modalità della Coscienza e dell´Anima

e i moventi piú profondi nelle relazioni

OPERA DI BASE

Silvia Miclavez & Andrew M.C.Wilkins

Una Vita più vera.   
La Rappresentazione delle 
Costellazioni Umane  
Familiari, Organizzative e Spirituali

ALCI Edizioni, 2016

INSEGNANTE DI BASE

Silvia Miclavez
conduttrice della formazione
mediatrice umanistica e sistemica
ha introdotto per la prima volta in Italia
Bert Hellinger e il suo lavoro con le
Costellazioni Familiari e Sistemiche; 
ideatrice della Reconciliation Therapy®
e e delle Costellazioni Umane

ALTRI INSEGNANTI 
Agata Marabotto
medico ginecologa e omeopata 
e mediatrice umanistica e sistemica
Francesco Sbardellati
psicologo psicoterapeuta
e mediatore umanistico e sistemico
Siegfried Essen
psicoterapeuta 
ideatore delle Costellazioni Autopoietiche
 

La bellezza del lavoro con le Costellazioni Umane dipende molto dalla nostra capacità 
di ampliare la nostra consapevolezza e riconoscere le connessioni più profonde nelle 
relazioni. Nessuna teoria, nemmeno la fisica quantistica, può spiegare - al di lá del fatto 
che siamo tutti più o meno interconnessi - perchè in un certo momento, in un certo 
incontro e, in particolare in un lavoro con le Costellazioni Umane, emerga ciò che 
emerge.

   Il nostro intento è quello di creare lo spazio in cui scoprire ciò che tocca il nostro cuore 
nella la sottile rete di interconnessioni vitali che condizionano la nostra vita. 
Cerchiamo di creare le condizioni in cui ciascuno possa scoprire lo spazio sacro, in cui 
sentirsi veramente "a casa", cioè in sintonia con se stesso, con la sua famiglia, il suo ruolo, 
ecc. Questo non può che accadere in modo sorprendente ed insolito, perchè la vita 
non sta mai ferma. Una attenzione particolare in questa ricerca va data a due fattori 
importanti che regolano la nostra vita, la Coscienza e l´Anima. Riuscire a distinguerli 
è una delle basi del nostro lavoro.

Per noi è stato molto importante scrivere nel 2008 il Codice Deontologico per una nuova
figura professionale emergente: il Mediatore Umanistico che lavora con le Costellazioni. 
    Da quando  (dal 2001) abbiamo iniziato ad organizzare i primi corsi di 
formazione con le Costellazioni Familiari e Sistemiche in Italia, uno dei più grossi 
problemi sono state le persone e i professionisti che, pur riuscendo ad entrare 
a grandi linee in risonanza con ciò che stavamo facendo, cercavano di imporre il loro 
punto di vista, la loro deontologia professionale, i loro principi, il loro credo e dunque 
quella che qui chiamiamo la loro coscienza al nostro operato. 
   Il grande vantaggio del lavoro con le Costellazioni Sistemiche, che includono le
connessioni transgenerazionali, è la possibilità di scoprire quanto le dinamiche della 
coscienza personale e le dinamiche della coscienza collettiva (spesso inconscia) influiscano 
sulla nostra vita e quanto possa essere alto il prezzo che paghiamo in salute, felicità e 
realizzazione personale e professionale se non diventiamo più consapevoli di queste 
interconnessioni sistemiche, spesso in conflitto tra loro, e se non troviamo un sano 
equilibrio all´interno di esse.

Ci vuole molta centratura, disciplina e umiltà per riconoscere gli ordini di base e le
dinamiche della coscienza che regolano le relazioni tra gli individui nei vari sistemi di
appartenenza e ci vuole coraggio per mettersi in gioco e seguire il proprio impulso 
vitale più profondo, al di là dei dictat della coscienza personale, sociale e religiosa,
per potersi poi evolvere all´interno e al di là di essi. 

I bisogni di appartenenza, compensazione (o reciprocità) e ordine inerenti alla coscienza 
personale e, in diverso modo, anche alla coscienza collettiva, sono dei bisogni primari. 
Riconoscerli ci aiuta a definire i nostri ruoli e a prenderci le nostre responsabilità. 
Se vogliamo trovare un senso nella vita dobbiamo riconoscerne il valore, tenendo in 
considerazione le leggi che regolano le nostre relazioni e i rischi che corriamo quando 
queste leggi vengono trascurate o violate. 

Mentre le dinamiche della coscienza personale sono direttamente percepibili
(qui l´appartenenza, la compensazione e l`ordine sono fortemente influenzati 
dalle regole sociali e religiose acquisite, inflitte o create dalle singole istituzioni per
regolare, manipolare o/e controllare le modalità di convivenza tra le persone),
le dinamiche della coscienza collettiva (spesso inconscia), cosí come viene intesa qui,
pur essendo più semplici e basilari, sono solo riconoscibili dagli effetti nel tempo: sono 
le dinamiche che regolano la vita e l´evoluzione umana secondo principi che non hanno 
niente a che vedere con una morale specifica, in quanto riconoscono a tutti gli
individui appartenenti ad un sistema famigliare lo stesso diritto di appartenenza
e "puniscono" con l`irretimento i discendenti di chi è stato escluso o allontanato 
dal sistema, obbligandoli a identificarsi inconsciamente con loro.

Proprio dal riconoscimento della portata di questi irretimenti si evidenzia chi appartenga 
ad un sistema: si potrebbe per esempio dire che l´appartenenza ad un sistema famigliare  
in genere viene determinata dai fattori che hanno maggiormente contribuito 
alla trasmissione, al mantenimento e al termine della vita dei singoli.
D´altro canto si può sperimentare come un´adeguata compensazione nel bene e nel male 
mantenga vivo un rapporto di coppia alla pari e come invece il perdono e il disprezzo 
da una posizione di superiorità di uno dei partner rovini questa relazione e possa avere 
infauste conseguenze nel tempo e sui discendenti.
Inoltre, si può anche vedere quanto il rispetto dell`ordine nella trasmissione della vita 
e il rispetto della vita, dei destini e della morte dei singoli nel sistema aiuti a ricevere 
la benedizione degli antenati e come si possa quindi, a propria volta, diventare anche 
una benedizione per i discendenti.

Con la rappresentazione delle Costellazioni Sistemiche e con delle indagini e ricerche 
storiche adeguate, abbiamo una interessante possibilità di vedere gli effetti 
transgenerazionali dei conflitti di coscienza. 
Possiamo così scoprire cosa ci voglia per ampliare la nostra coscienza e sviluppare 
una maggiore comprensione e consapevolezza delle dinamiche transpersonali e 
transgenerazionali che regolano la nostra vita, la nostra salute, i nostri comportamenti 
e le nostre relazioni con gli altri. Entrando più in accordo con la nostra realtà, sia conscia 
che inconscia, può succedere allora che questo insieme diversificato e distinto, che regola 
la nostra esistenza, diventi una forza di sostegno, piuttosto che un blocco, un sintomo, 
una malattia, un castigo, una maledizione o una condanna.
   
Interessante a questo riguardo il titolo del libro di Stephan Hausner: "Anche se mi costa
la vita" (testo inedito in italiano), che esprime due delle dinamiche più profonde 
dell´anima, che puó far ammalare seriamente le persone che seguono ciecamente 
l´impulso a seguire nella morte una persona amata o l´impulso di sacrificare 
inconsciamente la propria vita per un´altra persona. Sono impulsi d´amore cieco che 
portano queste persone ad ammalarsi con il sorriso sulle labbra.
   Voler curare dei sintomi e delle malattie gravi senza la consapevolezza delle dinamiche
e dell´amore di fondo che muovono le persone, può aiutarle solo a metà, perchè 
la tendenza dell´anima a voler unire ciò che è diviso è fortissima. Se dunque entriamo 
in sintonia con i movimenti dell´anima, possiamo anche riconoscere l´amore che attiva
le nostre forze autoguaritrici più profonde, trovando nuovi modi per riconnetterci ai
nostri cari.
   Grazie ad una nuova coscienza più in sintonia con le esigenze individuali e collettive, 
si crea cosí una nuova unità interiore ed esteriore, una nuova costellazione, dove ciascuno 
può sentirsi più connesso agli altri nella comune e pur distinta essenza, più capace di dare 
e ricevere amore prendendosi le propire responsabilità, in linea con i tempi e le modalitá
delle forze vitali che ci portano avanti.  


IN MAGGIORE CONNESSIONE CON LO SPIRITO VITALE ORIGINARIO

    Come abbiamo accennato sopra, le Costellazioni Sistemiche sono un mezzo efficace 
per riconoscere quanto siamo interconnessi nella complessa trama delle relazioni più 
importanti della nostra vita e quanto ci condizioniamo a vicenda all´interno dei vari 
sistemi di appartenenza. Ogni sistema umano si mantiene grazie ad un sottile equilibrio 
di energie, che vengono riflesse dal corpo umano. 
Ed ecco i concetti fondamentali su cui si basa il nostro lavoro. Sono solo degli accenni
a qualcosa che è in continua evoluzione, che ci muove interiormente e che ogni individuo
recepisce a modo suo.

ANIMA

    Possiamo chiamare "anima" l`insieme di funzioni e forze vitali che mantemgono unito 
un sistema: che può essere un corpo umano, una famiglia, una specie, un´organizzazione 
aziendale, una nazione, una razza, una pianta, un cristallo, un animale, una montagna, 
un albero, un fiore, la terra, il sitema solare, la galassia, ecc. 
    In questo senso, secondo questa visione, l´anima non è una prerogativa prettamente 
umana, ma l´insieme di forze, più o meno vitali e di cui siamo più o meno consapevoli, 
che tengono insieme un sistema: un corpo, una famiglia, una specie, una galassia, ecc.  
   Dall´esperienza con il metodo delle Costellazioni Sistemiche, possiamo vedere come, 
seguendo il nostro sentire, possiamo usare oggetti, raffigurazioni o persone per 
rappresentare come i membri di un determinato sistema stiano in relazione tra di loro: 
possiamo quindi vedere una parte del sottile disegno dell´anima all´opera e come 
intergiscano i vari elementi di un sistema tra loro per crescere, realizzare un progetto, 
essere più efficaci, rispettosi, amorevoli, ecc.
   
    Per questo, il lavoro con le Costellazioni Umane lo possiamo anche chiamare un lavoro 
dell´anima, che si manifesta tramite le rappresentazioni. Queste ci aiutano a vedere ogni 
cosa secondo un insieme che condiziona i rapporti tra le varie parti. E siccome, come 
dicevamo, la vita e quindi l´anima non stanno mai ferme, ogni rappresentazione non può 
che essere considerata l´istantanea della situazione del momento, che ci può dare indicazioni 
importanti sugli effetti che certe circostanze, persone e memorie e certi atteggiamenti, 
progetti ed elementi possono avere su di noi e su tutte le altre persone coinvolte in un 
determinato sistema.

CENTRATURA E BAMBINO INTERIORE

Quanto più siamo centrati nel nostro centro vuoto e disposti ad accogliere nella nostra 
consapevolezza qualcosa di nuovo (caratteristica del bambino interiore), tanto più siamo 
in grado di permettere all´anima di manifestarsi. Questo vale non solo per il mediatore 
umanistico che conduce una costellazione, ma anche per chi vi partecipa, vuoi come 
rappresentante, vuoi come spettatore. Per realizzare questo, cerchiamo di creare uno 
spazio in cui ci si possa sentire a proprio agio, per esempio condividendo delle
riflessioni atte a scardinare certe credenze fisse, portando esempi di vita vissuta, 
facendo riferimenti ad altre culture, epoche storiche, mitologie, informando su 
particolari poco conosciuti della vita di personaggi famosi, ecc..., preparando così
le persone ad ampliare la propria visuale e a ricontattare la parte più autentica di sé, 
al di là dei filtri della morale e dei modi comuni di pensare. 

A tal proposito è molto bella l´immagine del bambino interiore proposta da Andrew, 
volta a farci ricordare la  freschezza del gioco e dell´avventura, più vicine alla nostra 
più intima essenza, ai nostri primi impulsi creativi:

The inner child 
By "the inner child" I do not want to indicate the hangover we have from the experiences of our 
real physical childhood, even though obviously this is essential to it, but the part of us which has 
remained human despite what we have been through. We are not transformed by the accidental 
events we call growing up, the things which educate us and stop us simply playing in the sand do 
not make us, they just sit on top of the "us" who is really still playing in the sand.      
COSCIENZA

Invece la seguente definizione di coscienza di Andrew è più rivolta a risvegliare lo spirito 
critico nei confronti delle regole e delle leggi sociali e religiose, che abbiamo indiscriminatamente 
introiettato e che sono alla base delle discriminazioni razziali, religiose, sociali, morali che
alla fine si ritorcono contro di noi e le persone che amiamo.

The conscience 
We could call this idea unconscious bigotry. This gets its ontology from who talked to us and 
where we grew up when we were still young enough and pliable enough to be influenced by them.
It is a question of our pre-conceived ideas concerning any question which we have to react to.
 It is to some extent irrational and therefore unintelligent, we are using filters which we do not 
scrutinise objectively. We didn't judge the ideas which became "us" and therefore this leads us 
to behave in a way which our intelligent rational adult could find embarrassing.      

INTELLIGENZA

E infine, queste considerazioni sull´Intelligenza che possiamo condividere se lasciamo il piglio
da tutto quello che abbiamo appreso: 

Intelligence 
Human stupidity doesn't exist. It is enough to think how immensely sophisticated driving 
a car is. Calculations of microseconds and millimetres. What we learn is really disassociating 
ourselves from the ALL that we know. Everything that we get is a form of precluding ourselves 
from where we already are.

In fondo il nostro invito è quello di aprirsi a sperimentare qualcosa di nuovo, entrando 
in sintonia con le forze portanti e più profonde della Vita, per poter ritrovare la nostra
parte più autentica e sviluppare una maggiore consapevolezza e capacità critica, che
ci permetta di distinguere ciò che è diventata una nostra qualità o competenza da ciò 
che invece è diventata una crosta ed una energia nefasta ed ipocrita che ci estranea da 
noi stessi e dalla nostra Origine. 
      

Vedi anche www.alcicostellazioni.it


The Inner Child 
By "the inner child" I do not want to indicate the hangover we have from the experiences of our 
real physical childhood, even though obviously this is essential to it but the part of us which has 
remained human despite what we have been through. We are not transformed by the accidental 
events we call growing up, the things which educate us and stop us simply playing in the sand do 
not make us they just sit on top of the "us" who is really still playing in the sand.      

The Conscience 
We could call this idea unconscious bigotry. This gets its ontology from who talked to us and 
where we grew up when we were still young enough and pliable enough to be influenced by them.
It is a question of our pre-conceived ideas concerning any question which we have to react to.
 It is to some extent irrational and therefore unintelligent, we are using filters which we do not 
scrutinise objectively. We didn't judge the ideas which became "us" and therefore this leads us 
to behave in a way which our intelligent rational adult could find embarrassing.      

Intelligence 
Human stupidity doesn't exist. It is enough to think how immensely sophisticated driving 
a car is. Calculations of microseconds and millimetres. What we learn is really disassociating 
ourselves from the ALL that we know. Everything that we get is a form of precluding ourselves 
from where we already are.
See also www.alcicostellazioni.it  

 

 

Silvia Miclavez, per prenotazioni, appuntamenti e sessioni individuali: e-mail info@silviamiclavez.com, cell. (0039) 347-4320755